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Editoriale
Dreamtimedancemagazine, redazione nata in una periferia milanese in cui abbiamo la nostra sede operativa. Siamo cresciuti come una redazione giovane, diversa e indipendente, per viaggiare nel mondo della danza e di molto altro, dal balletto al contemporaneo, dal teatrodanza al mixability. Un magazine edito dall'Associazione Culturale Vi.d.A., produttore del Festival Internazionale Dreamtime: danza senza limiti, che della Mixed Abilities Dance ha fatto la sua bandiera. Il magazine si avvale della collaborazione di affermati professionisti, nuove leve, sguardi molteplici sul complesso mondo della danza. Paola Banone, direttrice del festival Dreamtime, coordinatrice del magazine, ricercatrice, da tanti anni compie un lavoro mirato sul mixability e sulla relazione tra danza e sociale.
Direttore del magazine è Claudio Arrigoni, giornalista sportivo e commentatore dello sport paralimpico per Rai e Sky; testimonial dell'intera operazione è Anna Maria Prina, ex direttrice per 32 anni Scuola di ballo del Teatro alla Scala, personalità di spicco della danza italiana, coinvolta dal settembre 2011 nel lavoro con la Cie MixAbility Dreamtime.
26/09/2015
Recensioni-Altre

Virginie Brunelle

MilanOltre apre con il FOCUS QUEBEC

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Il 21 settembre 2015 nell’ambito della 29ª edizione di MilanOltre Festival, abbiamo assistito al Teatro Elfo Puccini di Milano allo spettacolo Complexe des genres dellla compagnia della danzatrice e coreografa francocanadese Virginie Brunelle su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert, Frédéric Chopin, Ludwig van Beethoven, Max Richter, Philip Glass, Peter Broderick.

A seguire il 23 settembre è andata in scena la prima nazionale di Foutrement il secondo spettacolo presentato a MilanOltre da Virginie Brunelle su musiche di Vincenzo Bellini, The Nazareth, Goldmund, Georg Friederich Händel, Patrick Watson, Amiina.

MilanOltre ha aperto le danze con un focus sul Québec, scegliendo una coreografa, che arriva tardi, a 20 anni, nel mondo della danza, Brunelle si laurea all’Università del Québec di Montréal nel settore danza, iniziando a collaborare con coreografi affermati che la riconoscono da subito come una delle menti più interessanti del panorama coreutico internazionale.
Nel 2009 fonda la sua compagnia e crea opere di forte impatto, pluripremiate e apprezzate in tutto il mondo. Il suo stile è caratterizzato da una fisicità forte e rigorosa, con richiami cinematografici e da ritmi e movenze irregolari.

Nelle performance milanesi apprezzabili sono le scelte musicali non scontate e abbinate – soprattutto in Complexe de genres – alla poetica narrativa del linguaggio coreografico della Brunelle e della capacità interpretativa dei suoi ballerini.
In tutti e due gli spettacoli l’utilizzo delle scarpette da punta non banale, ma valorizzato dalla tecnica dei danzatori e una ricerca gestuale fortemente contemporanea. Non abbiamo potuto fare a meno di pensare al segno trasgressivo di Édouard Lock e la danzatrice Louise Lecavalier di La La La Human Step Dance, compagnia di danza contemporanea anch’essa del Québec, attiva dal 1980 al 2015.
La Brunelle presenta la sua ricerca di una coreografia acrobatica, potente e trascinante, che coinvolge e travolge lo spettatore, accompagnandolo verso una nuova visione della danza, energica, emozionante e sempre sorprendente. Desideriamo segnalare i sei bravi danzatori, tre donne e tre uomini, visti in scena in Complexe de genres Isabelle Arcand, Claudine Hébert, Sophie Breton, Dominic Caron, Simon-Xavier Lefebvre, Peter Trosztmer. Tre li abbiamo apprezzati anche in Foutrement , Isabelle Arcand, Claudine Hébert, Simon-Xavier Lefebvre, in un gioco sensuale, ripetivo e reiterato tipico delle relazioni umane iscritte in un triangolo amoroso, un giochino perverso a tre.


Paola Banone