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Editoriale
Dreamtimedancemagazine, redazione nata in una periferia milanese in cui abbiamo la nostra sede operativa. Siamo cresciuti come una redazione giovane, diversa e indipendente, per viaggiare nel mondo della danza e di molto altro, dal balletto al contemporaneo, dal teatrodanza al mixability. Un magazine edito dall'Associazione Culturale Vi.d.A., produttore del Festival Internazionale Dreamtime: danza senza limiti, che della Mixed Abilities Dance ha fatto la sua bandiera. Il magazine si avvale della collaborazione di affermati professionisti, nuove leve, sguardi molteplici sul complesso mondo della danza. Paola Banone, direttrice del festival Dreamtime, coordinatrice del magazine, ricercatrice, da tanti anni compie un lavoro mirato sul mixability e sulla relazione tra danza e sociale.
Direttore del magazine è Claudio Arrigoni, giornalista sportivo e commentatore dello sport paralimpico per Rai e Sky; testimonial dell'intera operazione è Anna Maria Prina, ex direttrice per 32 anni Scuola di ballo del Teatro alla Scala, personalità di spicco della danza italiana, coinvolta dal settembre 2011 nel lavoro con la Cie MixAbility Dreamtime.
01/12/2015
Recensioni-Altre

Pizzeria Anarchia, prima nazionale Teatro della Tosse - Genova

Rassegna di danza internazionale Resistere e Creare

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Sabato 28 novembre 2015 ultima recita di Pizzeria Anarchia una co-produzione internazionale tra il Teatro della Tosse, la NeukoellnerOper di Berlino e MusikTheaterTage di Vienna.
Lo spettacolo prende spunto da una storia vera di un piccolo gruppo di punk sgomberati da 1000 poliziotti a Vienna. L’ anteprima ha avuto luogo a Vienna nel agosto 2015 con tre serate ed un’invasione pacifica punk, abilmente inclusi in scena dalla Lucenti e dunque soddisfatti dalla bonta’ dell’ operazione. Quindici repliche a Berlino al NeukoellnerOper per il debutto Europeo di questa nuova produzione di Balletto Civile di e con Michela Lucenti. Infine le tre recite in apertura della 1 edizione del Festival Internazionale di Danza Resistere e Creare al Teatro della Tosse che affida a Michela Lucenti anche la direzione artistica del Festival.

Sempre in questi giorni Balletto Civile trova case, ospitalita’ e residenze alla DIALMA a La Spezia la citta’ natale di Michela Lucenti e al Teatro della Tosse oramai da luglio 2015 e ora con l’affidamento di questa direzione artistica di un Festival che porta a Genova in 11 giorni 20 compagnie, 4 prime nazionali, una co-produzione internazionale Pizzeria Anarchia, 1 mostra omaggio a Pina Baush di Francesco Carbone, per un totale di 45 appuntamenti, un centinaio di artisti, 2 concerti, 3 laboratori e 2 convegni.

Il carattere fortemente internazionale della rassegna con compagnie ospitate che provengono da Belgio, Grecia, Germania, Francia e Italia, e’ particolarmente interessante per la natura stessa geo politica dei collettivi di danza coinvolti. Ricerca esasperata in danza contemporanea, cifre artistiche e stilistiche fortemente contaminate e indefinibili, che prevedono sullo stesso palco artisti di diverse origini geografiche e culturali, capaci di comunicare attraverso il linguaggio muto dei corpi.

Una vetrina anche per artisti italiani non ancora inseriti nei circuiti danza ufficiali, per lo piu’ sconosciuti al pubblico della danza italiana, quindi scelte coraggiose, fuori dal coro nel tentativo di sostenere sia gli artisti italiani sia europei garantendo loro circuitazione, visibilita’ e spazi.

In un momento storico dove e’ facile colpire i simboli della cultura decadente occidentale (come dimostrano i recenti fatti di Parigi e non solo) in favore di un nuovo che non “si manifesta” siamo venuti a seguire con grande curiosita’ il festival Resistere e Creare cercando qualche verita’ almeno in scena il luogo della finzione per antonomasia.

Teatro fisico e teatro danza, RICERCA PERFORMATIVA estrema nella scelta degli italiani presenti a Genova e questo Pizzeria Anarchia con il Collettivo di Balletto Civile schierato con l’inserimento di nuovi danzatori, un cantante d’opera, musicisti in scena (sax e chitarra) su trabatelli a vista in proscenio e un tentativo di sviluppo di scenografie in verticale. Un’opera musicale, il racconto in stile brechtiano di uno sgombero di una ventina di Punk con un impiego ingente di risorse e poliziotti e il bisogno estremo di descrivere un potere, vecchio, (come il ricco vecchio proprietario russo) neanche padre ma padrone, personaggio magistralmente cucito letteralmente addosso a Fabio Bergaglio da Michela Lucenti che in realta’, nel gioco del doppio presente in tutto lo spettacolo, recita sia il testo piu’ anarchico dando voce alla rabbia distruttiva punk e sia un elogio a difesa della ricchezza della vecchia classe dirigente e padrona.

Michela Lucenti diventa il cane cattivo dei Punk dilaniata tra continuare ad essere un cane sciolto, senza collare e catena e i suoi bisogni e grandi fragilita’ di essere tenuto e desiderare in realta’ un padrone. La proprieta’ privata e la gestione della proprieta’ privata questo per noi il tema affrontato nello spettacolo e il relativo bisogno/diritto alla casa e ad uno spazio vitale dignitoso di sopravvivenza. Un tema cosi’ attuale la casa …cosi’ sociale sia nelle nostre metropoli con lo sfruttamento e gli abusi di edilizia urbana, il ripensamento delle periferie, l’arredo urbano e la sua tutela e conservazione, il tema dei migranti che non hanno piu’ casa o non la hanno mai avuta e pure il sovraffollamento delle megalopoli terzo mondiste (Africa, Brasile etc. etc.) dove il rispetto della vita e lo sfruttmento dell’uomo sull’uomo sono all’ordine del giorno.

Perche’ i ricchi devono pagare di piu’? Si chiede il vecchio russo proprietario dell’immobile. La democrazia si fonda sulle regole e la polizia deve far rispettare l’ordine pubblico per garantire sicurezza e tranquillita’. Le signore zitelle, due macchiette di una media borghesia che non esiste piu’, la middle class che sta scomparendo, ben interpretate da Emanuela Serra e Ambra Chiarello particolarmente efficace in questa nuova produzione, vera e credibile e il capo della polizia il cantante americano che rappresenta un potere cinico, bieco e ancora lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo o meglio ancora lo sfruttamento dell’uomo sulla donna (violenza di genere e domestica).

Diciamo che in questo spettacolo volendolo leggere in modo attento si riesco a pensare a tutto questo ma su tutto svetta Michela Lucenti il cane cattivo dei punk, la sua danza vorticosa che si e’ lasciata influenzare sia da l’hip hop che dalla break dance e la sua velocita’, un’altra delle qualita’ della Lucenti che in questo spettacolo latra e guaisce, in quanto cane ma soprattutto canta divinamente da soprano, mostrandoci altre doti eccezionali che non ti aspetti, che ci sorprendono pur conoscendo il suo lavoro per la scena e l’importanza e l’utilizzo della voce nel suo processo creativo. Uno spettacolo graffiante, che ci ha fatto pensare, molto denso di significati e contenuti che non scade nella banalita’ di una critica vuota al potere e al tema della proprieta’ privata in quanto concetto chiave di un sistema capitalista alla deriva.
Un plauso al lavoro in scena di tutti gli artisti di Balletto Civile.

Si ringrazia per la concessione delle foto Francesco Carbone.


Paola Banone